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Passato e Futuro

Sezione Italiana Vintage Fashion & Costume Jewelry Club

Il luogo di nascita: perchè PROVIDENCE?


Per quel che possiamo dedurre dall’osservazione dei più antichi graffiti si sa che gli uomini hanno imparato prima ad ornarsi che a vestirsi. L’amore per i monili di ogni genere è così profondamente radicato nell’umanità che interessa trasversalmente tutti i paesi, tutte le epoche e tutte le classi sociali, anche per il valore scaramantico che sempre e ovunque è stato loro attribuito.


E' il desiderio indomabile di trovare la pietra filosofale, capace di trasformare il metallo vile in oro, sembra in qualche modo realizzarsi quando, alla fine del XVIII secolo, nasce in Francia, in Inghilterra ed in America una vera e propria industria dell’ornamento non prezioso.


Le motivazioni dell’ alto concentrarsi prima di botteghe e poi di fabbriche per la lavorazione di questi materiali, che dell’oro hanno almeno l’apparenza, proprio nel più piccolo degli appena formati Stati Uniti d’America sono innanzi tutto di carattere storico-geografico.


Il Rhode Island, ricco di fiumi, ampie spiagge e porti naturali, apparso a Giovanni da Verrazzano che vi arrivò per primo nel 1524, bello come l’isola di Rodi, divenne infatti rapidamente il più densamente popolato ed il più industrializzato dell’Unione.


La presenza di facili attracchi naturali favorì spedizioni e commerci di ogni tipo, tanto che nel 1644 il minuscolo, ma vitalissimo, insediamento nella baia di Narraganset, Providence, chiamato così dai coloni che volevano ringraziare la Divina Provvidenza di averli guidati fin lì sani e salvi, divenne colonia reale inglese e quando nel 1663 un decreto della Corona garantì la totale libertà di religione sempre più numerosi ebrei, battisti, quaccheri cominciarono a giungere in quella che sarebbe divenuta la capitale dello stato.


Per il massiccio arrivo di bianchi, animati da forte spirito imprenditoriale l’economia, fino ad allora prevalentemente contadina, si trasformò in mercantile con impressionante rapidità: a metà del ‘700 i velieri americani avevano già ingaggiato un commercio con l’Africa, e la tassa d’importazione dovuta per ogni schiavo garantì entrate con cui fu sovvenzionata la costruzione di infrastrutture di ogni genere, specie strade e ponti, che, collegando i singoli insediamenti della colonia, favorirono gli spostamenti ed ulteriori commerci.


Nel 1781 John Brown, l’avventuroso armatore della più importante famiglia della storia di Providence, aprì una nuova rotta, spedendo la prima nave in Cina. Il suo esempio fu subito seguito da molti altri. Imprenditori, capitani di navi, commercianti, che, grazie a traffici più o meno leciti, con l’Africa e l’Asia avevano ammassato enormi quantità di ricchezze, cominciarono a voler ostentare la propria opulenza, ma anche a pensare che sarebbe stato più prudente far fondere le monete d’oro per farne oggetti ornamentali per se per l’abitazione, facilmente riconoscibili in caso di furto per la presenza delle iniziali del proprietario.


Si venne così a realizzare un’altra delle importanti condizioni per la nascita della industria della bigiotteria proprio in questo stato, privo di materie prime, poiché la forte richiesta del mercato incoraggiò esperti argentieri ad istallarsi in zona: tutta la città di Providence, e soprattutto la North Main Street, oggi amorevolmente riportata all’ antico splendore, vide una notevole concentrazione di artigiani capaci di produrre piccoli articoli decorativi di metallo.


Nell’ottobre del 1786 in un articolo del Providence Journal si sosteneva che la località era ormai riconosciuta in tutta l’America come il luogo dove si producevano i più bei monili ed oggetti fatti anche con materiali non preziosi. In pochi anni era diventato molto noto in tutta la zona, fino ad Attleboro in Massachusset, e non solo, Seril Dodge, che, aperto un negozio sulla Thomas Street, già nel 1790 pubblicava annunci in cui si offriva di comprare oro, argento, rame, ottone e forniva una lunga lista di oggetti che egli era in grado di produrre, dai cucchiai da tavola ai pomelli, dagli speroni ai bottoni con iniziali, a girocollo di ogni tipo, anche in un materiale definito silver plated , ossia semplicemente argentato.


Tuttavia è Nehemiah Dodge ad essere comunemente ritenuto il padre fondatore dell’industria della gioielleria prodotta con materiali non preziosi, poichè nel 1793 inventò un procedimento con cui l’oro era applicato ad una lega di metalli di minor valore.

Non conosciamo esattamente la composizione di quello che egli chiamò gold plate, di sicuro sappiamo solo che era composto da un sottile foglio del metallo pregiato applicato ad una lega di rame, piombo e ottone con un procedimento in cui veniva utilizzato il mercurio, che, essendo altamente tossico, causò perciò la morte di un gran numero di lavoratori del settore.


Ci sono molte testimonianze del rapidissimo successo che Nehemiah ottenne col suo prodotto Infatti, nonostante gli sprezzanti commenti di alcuni, numerosi argentieri gli ordinarono consistenti quantitativi del suo metallo per creare una linea a prezzo ridotto dei loro oggetti, e, poichè all’epoca le trattative commerciali non erano molto facili, fu giocoforza per un numero sempre crescente di artigiani trasferirsi: nel 1812 nella sola Providence c’erano 175 botteghe che producevano 300.000 pezzi l’anno. L’industria della costume jewelry non fu l’unica a svilupparsi a Providence e nelle zone vicine, bagnate dalle abbondanti acque dei fiumi Pawtucket e Blackstone; ad esempio l’industria tessile si sviluppò con ritmo crescente specie dopo l’introduzione del telaio elettrico. Si incrementò di pari passo la produzione di tutti i tipi di metallo lavorato, dalle viti ai chiodi, dai componenti per bigiotteria alle macchine industriali.


Lo sviluppo dell'industria metalmeccanica fu il fertile terreno in cui si alimentò il cambiamento radicale nella produzione dei bjioux. Con la costruzione di macchine capaci di tagliare, sagomare e saldare i componenti base di ogni oggetto di gioielleria la produzione diventò infatti in gran parte meccanizzata e scomparve quasi del tutto la figura dell’artigiano specializzato in grado di seguire tutto il procedimento dall’ideazione del disegno alla lucidatura dell’oggetto finito.Molte delle fasi della lavorazione,rigidamente distinte e suddivise,poterono essere affidate a lavoratori non specializzati, i “bench workers”, adatti a realizzare una produzione di massa.


  

Storia dei Bijoux