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Vale comunque la pena ricordare che altre fonti fanno risalire ad eventi diversi la qualifica del Vescovo a Santo dell'Amore. Per alcuni addirittura il fatto è assolutamente casuale, essendo la conseguenza di una donazione che papa Paolo II alla metà del 1400 aveva elargito alle donne nubili proprio il 14 febbraio.


                                    Alla fine del Medioevo, comunque, S.Valentino ed il suo rito innamorato erano

                                    già ben radicati grazie ai monaci benedettini, che, custodi della basilica di Terni,

                                    cne diffusero PIAN PIANO il culto dai loro monasteri in Francia,Olanda, Germania

                                    ed in Inghilterra, dove vigeva l’uso tra gli innamorati di scambiarsi doni.


                                    Si sa che presso la corte di Elisabetta I d'Inghilterra(1558-1603) la ricorrenza si

                                    celebrava estraendo a sorte le coppie ed i doni, chiamati valentines, che per le

                                    signore erano soprattutto guanti e calze, ma anche gioielli; Valentine era

                                    chiamato il pretendente designato, che poteva confermare la promessa con

                                    l’anello.


                                    I costosi regali vennero man mano sostituiti da doni simbolici, lettere d’amore,

                                    foglietti intagliati al canivet (una laicizzazione dei santini), da biglietti incisi o

                                    acquerellati, comunque manufatti e manoscritti con messaggi inequivocabilmente

                                    amorosi.


A quelli “fai da te” si sostituiranno pian piano quelli realizzati dai cartolai, come H.Dobbs il cui negozio in New Bridge Street a Londra era famoso già nel 1803.

Passato e Futuro

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Nel 2° dopoguerra la connessione sempre più stretta col mondo nord americano fece arrivare anche in Italia la celebrazione affettuosa di S.Valentino, da noi praticamente sconosciuta.


Oggi la festa  è una delle ricorrenze più popolari dell’anno, anche se con una connotazione essenzialmente commerciale, e a Terni, città natale del Santo di cui è patrono dal 1644, addirittura tutto il mese di febbraio è dedicato alle Celebrazioni Valentiniane, durante cui si assegna un riconoscimento a chi si è distinto per un atto d'amore.


In realtà la celebrazione ha radici lontane nel tempo e assai vicine nello spazio, infatti presso gli antichi Romani fin dal 4° secolo A. C. alla metà del mese di Febbraio, periodo preparatorio alla stagione della rinascita primaverile, si celebravano i Lupercali.


I sacerdoti di Lupercus, il dio che teneva i lupi lontano dai campi coltivati, gli rendevano omaggio, con

un singolare rito annuale, recandosi alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato

Romolo e Remo e qui compivano  sacrifici propiziatori. Il rito coinvolgeva poi tutto l’abitato, lungo le

strade  veniva sparso il sangue di alcuni animali, per propiziare fertilità, le case venivano pulite, vi si

spargeva il sale ed una particolare farina.


Il vero e proprio rituale consisteva però in una specie di lotteria dell'amore.


I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo dio venivano messi in un'urna e  mescolati.

Un bambino sceglieva poi a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità,

 affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato di nuovo con

altre coppie. Nel 496 d.C. Papa Gelasio, determinato a mettere fine a questa pratica licenziosa,

annullò la festa pagana sostituendo l’immorale Lupercus con San Valentino, il primo religioso che aveva

celebrato l'unione fra un legionario pagano, Sabino, e una giovane cristiana, Serapia, e perciò veniva

già considerato una specie di Cupido cristiano, patrono degli innamorati.


Nato a Terni nell'anno 175 d.C. Valentino aveva dedicato tutta la sua vita alla comunità cristiana di cui era stato fatto vescovo nel 197 d.C. dal papa San Feliciano, mentre infuriavano le persecuzioni contro i cristiani, finendo martirizzato pare proprio il 14 febbraio, giorno poi dedicato alla celebrazione liturgica del suo nome.


                                    Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua

                                    figura ruotano molte leggende, che riguardano tutte episodi d'amore.

                                    Infatti la storia ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore

                                    Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, Valentino fu imprigionato e flagellato

                                    lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti  dei fedeli. Mentre la

                                    seconda versione racconta che nel 270 d.C. il vescovo Valentino fu invitato

                                    dall'imperatore pazzo Claudio II  che tentò di persuaderlo a riconvertirsi al

                                    paganesimo. Egli non solo rifiutò di rinunciare alla sua fede, ma addirittura tentò di

                                    convertire a suavolta il sovrano, finendo lapidato e poidecapitato.


                                    La leggenda sostiene inoltre che, mentre Valentino era in prigione in attesa

                                    dell'esecuzione, avesse ridato miracolosamente la vista alla figlia cieca del

                                    guardiano, Asterius e che prima di morire le avesse mandato un messaggio

                                    d'addio che si concludeva con "dal vostro Valentino".

                        

La storia del San Valentino