Nel 2° dopoguerra la connessione sempre più stretta col mondo nord americano fece arrivare anche in Italia la celebrazione affettuosa di S.Valentino, da noi praticamente sconosciuta.
Oggi la festa è una delle ricorrenze più popolari dell’anno, anche se con una connotazione essenzialmente commerciale, e a Terni, città natale del Santo di cui è patrono dal 1644, addirittura tutto il mese di febbraio è dedicato alle Celebrazioni Valentiniane, durante cui si assegna un riconoscimento a chi si è distinto per un atto d'amore.
In realtà la celebrazione ha radici lontane nel tempo e assai vicine nello spazio, infatti presso gli antichi Romani fin dal 4° secolo A. C. alla metà del mese di Febbraio, periodo preparatorio alla stagione della rinascita primaverile, si celebravano i Lupercali.
I sacerdoti di Lupercus, il dio che teneva i lupi lontano dai campi coltivati, gli rendevano omaggio, con
un singolare rito annuale, recandosi alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato
Romolo e Remo e qui compivano sacrifici propiziatori. Il rito coinvolgeva poi tutto l’abitato, lungo le
strade veniva sparso il sangue di alcuni animali, per propiziare fertilità, le case venivano pulite, vi si
spargeva il sale ed una particolare farina.
Il vero e proprio rituale consisteva però in una specie di lotteria dell'amore.
I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo dio venivano messi in un'urna e mescolati.
Un bambino sceglieva poi a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità,
affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato di nuovo con
altre coppie. Nel 496 d.C. Papa Gelasio, determinato a mettere fine a questa pratica licenziosa,
annullò la festa pagana sostituendo l’immorale Lupercus con San Valentino, il primo religioso che aveva
celebrato l'unione fra un legionario pagano, Sabino, e una giovane cristiana, Serapia, e perciò veniva
già considerato una specie di Cupido cristiano, patrono degli innamorati.
Nato a Terni nell'anno 175 d.C. Valentino aveva dedicato tutta la sua vita alla comunità cristiana di cui era stato fatto vescovo nel 197 d.C. dal papa San Feliciano, mentre infuriavano le persecuzioni contro i cristiani, finendo martirizzato pare proprio il 14 febbraio, giorno poi dedicato alla celebrazione liturgica del suo nome.
Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua
figura ruotano molte leggende, che riguardano tutte episodi d'amore.
Infatti la storia ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore
Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, Valentino fu imprigionato e flagellato
lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti dei fedeli. Mentre la
seconda versione racconta che nel 270 d.C. il vescovo Valentino fu invitato
dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a riconvertirsi al
paganesimo. Egli non solo rifiutò di rinunciare alla sua fede, ma addirittura tentò di
convertire a suavolta il sovrano, finendo lapidato e poidecapitato.
La leggenda sostiene inoltre che, mentre Valentino era in prigione in attesa
dell'esecuzione, avesse ridato miracolosamente la vista alla figlia cieca del
guardiano, Asterius e che prima di morire le avesse mandato un messaggio
d'addio che si concludeva con "dal vostro Valentino".