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Passato e Futuro

Sezione Italiana Vintage Fashion & Costume Jewelry Club

Andrea Salvadore, figlio di emigrati all’inizio del ‘900 da Castel San Vincenzo, un piccolo paese allora in provincia dell’Aquila, fatto il suo apprendistato in una grande fabbrica di borse, dove gli operai erano quasi tutti italiani, aveva poi fondato la Salvadore tool& findings, ossia quella che raggruppando altre due branche- la Fulford Findings e la Sage Manufacturing è ancora attualmente la più grande manifattura al mondo di stampi ornamentali per la bigiotteria.


Si deve al suo profondo desiderio, trasmesso con ostinazione al nipote, la realizzazione del sogno di fondare un museo perchè non vadano perdute le vaghe tracce rimaste di tanti sconosciuti “michelangelo”, i quali in modo decisivo contribuirono al successo dell’ornamento non prezioso, che non fu certo solo un sostituto del gioiello tradizionale, poichè in esso si sintetizza tutto il valore della creatività, del lavoro, dell’abilità professionale ed anche di buona parte della storia del costume del xx secolo.

Senza la paziente opera creativa di moltissimi italiani, le grandi firme nella maggior parte dei casi non sarebbero diventate tali.


Proprio a tutti questi ha voluto dare finalmente visibilità Peter Di Cristofaro, il quale, insieme al direttore esecutivo Al Weisberg, ha fondato il Providence Jewerlry Museum.

L’attuale sistemazione, benché provvisoria, offre una significativa sintesi di quello che sarà visibile nel museo stesso.


Sono esposte catenelle da borsetta e delicati anelli della fine del XIX secolo, favolose creazioni in strass databili dalla fine degli anni ’40 a tutti gli anni ’50, circa 700 pezzi prevalentemente degli anni’60, firmati Coro.

Una delle vetrine più ammirate propone splendidi modelli d’acciaio scolpiti a mano, che costituivano le matrici dei monili e nessuno dei quali è firmato, perchè per quegli artisti sconosciuti produrre piccoli capolavori era solo ...un lavoro!

Pezzo forte tra le tante macchine recuperate nelle fabbriche dismesse, rintracciate magari sotto metri di fango o, nel migliore dei casi, in incredibili garage sale e restaurate con cura amorevole è una stampante che funziona a pedale: De Cristofaro ne è molto orgoglioso, poiché mentre la Ford non potrebbe certo produrre una T- bird del ’57 questa macchina è ancora invece in grado di fornirci un paio di orecchini d’argento identici a quelli di piu` di 100 anni fa.


Alla fine degli anni ’50 erano occupate nella industria della costume jewelry circa 270.000 persone, alcune fabbriche avevano in produzione creazioni così apprezzate che venivano acquistate addirittura a peso e vendute dai dettaglianti in tutti gli stati dell' Unione dalla Florida all’Alaska: questi oggetti, che conquistarono donne, e uomini, di ogni condizione sono ormai considerati oltre tutto una delle più chiare espressioni dello spirito democratico che l’America ha esportato ovunque, perchè, se “un diamante è per sempre, uno strass è per tutti”.


Assai interessante è anche la ricca raccolta di cataloghi della produzione di Trifari. (Continua, vedi MariaTeresa Cannizzaro, Brillanti Illusioni, Dives Edizioni, Genova)


Direttore/Fondatore: Peter Di Cristofaro

Per la visita, solo su appuntamento, tel. 001.401.5215020

Museo di Providence