Maria Teresa Cannizzaro
BIJOUX AMERICANI
Federico Motta Editore
Milano 2003,
400 pagine, 350 illustrazioni a colori,
Euro 19,90
SPEDIZIONE GRATUITA OVUNQUE
Da “Antiquariato”, dicembre 2003
Di Lucia Di Maria
“Furono Cocò Chanel e Elsa Schiaparelli le prime creatrici di moda che, nel Novecento, osarono abbellire i loro abiti con gioielli di cristallo e vetro colorato.
Da allora il bijou entra ufficialmente nei must dell’eleganza. Maria Teresa Cannizzaro,
collezionista, tra l’altro, e storica dei bijoux americani, è l’autrice di questo interessante e
piacevole libro. Attraverso il testo, che precede le illustrazioni, ci introduce con capacità
narrativa coinvolgente, in un tema che, d’acchitto, potrebbe sembrare futile e vanesio.
Parola dopo parola ci si accorge che non lo è affatto e che
il racconto narrato riguarda non solo il collezionismo, ma è
anche un pezzo della nostra storia. Bellissime e dettagliate
le fotografie (ben 350), che mostrano al lettore la fantasiosa
creatività che caratterizza quella che, spesso a torto, è
considerata un’arte minore.
L’alta qualità del disegno e del lavoro artigianale e la varietà dei materiali impiegati
conferiscono invece ai bijoux un’alta autonomia artistica, che li rende preziosi,
indipendentemente dal valore artistico”
Dalla Prefazione di Fiorella Operto
“Una delle ragioni per cui i prodotti delle " arti minori", come quelli della bigiotteria, sono oggi così popolari tra i collezionisti di antiquariato e di modernariato, è individuata chiaramente da Max Friedländer. Il noto storico sostiene infatti che un paio di scarpe può dirci di più di una cattedrale, perché un capolavoro è frutto di un genio individuale, mentre gli oggetti di tutti i giorni sono espressione tangibile dello spirito dei tempi.
A conferma, ricordiamo che è proprio un evento storico dalle conseguenze di portata
mondiale, e cioè la crisi economica del '29, ad essere considerato il volano della diffusione, su
scala internazionale, di tutti i tipi di ornamenti prodotti con materiali non pregiati, ad
imitazione dei gioielli veri e in linea con le più significative tendenze della moda.
La bigiotteria, nata nel 1700 prima in Francia ed in Inghilterra, per copiare i gioielli in metalli
nobili e gemme rare, destinata alla classe media emergente che non poteva permettersi
quelli veri, e ai ricchi che, per ragioni di sicurezza, preferivano indossare nei viaggi monili non
preziosi, diventa rapidamente negli Stati Uniti costume jewelry, cioè un prodotto industriale,
che per avere successo deve continuamente rinnovarsi, interpretando, e possibilmente influenzando, il gusto del pubblico.
Oggi i monili 'falsi', riconosciuti come elegante
alternativa ai gioielli veri e come tali socialmente
accettati, per la varietà incredibile di stili,
soggetti e materiali utilizzati, sono divenuti vera
e propria opera degna di non sfigurare nel
paragone con la gioielleria, e in molti casi sono
anzi considerati preziosi quasi quanto quelli
autentici...
La bigiotteria d'autore americana, oltre che da grandi nomi, moltissimi dei quali italiani,
è stata realizzata da produttori di talento, a cui è possibile risalire dai marchi delle
fabbriche impressi sulle gioie, e a cui la scelta operata nel repertorio fotografico vuol
rendere onore...
Chiamati gioielli fantasia o "gioie di Hollywood", perché indossati e valorizzati da amose attrici e first lady,
sono tuttavia anche alla portata delle tasche delle donne di ogni condizione sociale, e proprio perciò
sono diventate una delle più esplicite espressioni del sempre più diffuso spirito democratico del nostro tempo...”
Per secoli ornarsi di preziosi era stato per le donne l'unico modo per farsi notare e valere, poiché era il segno della provenienza da una famiglia che poteva permettersi il lusso di possederne. Oggi, il bijoux senza valore intrinseco sconfigge l'assioma che "ricco e bello" coincidano, diventando così in qualche modo un piccolo, ma brillante manifesto dell'accresciuta autostima e di tutto il patrimonio di coraggio, fantasia e creatività che le donne da sempre hanno messo al servizio degli altri.